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Brasile. Ayrton Senna

Biografia

Ayrton Senna da Silva nacque a San Paolo del Brasile il 21 marzo 1960. Durante il Gran Premio di San Marino del 1994 disputatosi a Imola, morì tragicamente per le conseguenze di un gravissimo incidente. Ayrton Senna è stato tre volte campione del mondo nel 1988, 1990 e 1991.

Fenomeno fin dalle prime corse disputate nelle formule minori (campione di Formula 3 inglese nel 1983), Ayrton Senna debuttò in Formula 1 nel Gran Premio del Brasile del 1984 su Toleman-Hart. Già nella sua prima stagione diede prova di un talento eccezionale, cogliendo per la piccola scuderia inglese risultati mai registrati prima, su tutti il clamoroso secondo posto nel Gran Premio di Monaco, disputatosi sotto un diluvio incredibile. In quel Gran Premio si negò ad Ayrton Senna una vittoria ormai sicura, visto che stava recuperando oltre 6 secondi a giro ad Alain Prost.

Nel 1985 fu la Lotus che lo ingaggiò intuendo prima degli altri il fenomeno Ayrton Senna. E Senna ripagò la fiducia del team inglese nella seconda gara vincendo il Gran Premio del Portogallo, disputatosi proprio sotto una pioggia torrenziale. Durante quella stagione Ayrton Senna fece capire quale sarebbe stato uno dei punti forti della sua carriera: la velocità nel giro in prova. Infatti raggiunse la pole per ben 7 volte, grazie anche a uno straordinario motore Renault che, in prova, soffriva meno degli altri delle limitazioni al consumo. Prestazioni vanificate in gara da ritiri per guasti meccanici o per problemi di carburante.

Il tem inglese però consentiva ad Ayrton Senna di ben figurare ma non poteva sperare di correre per il titolo mondiale. Per questo, dopo tre stagioni alla Lotus, con il record di 8 pole position nel 1986, Ayrton Senna si accasò alla McLaren che, in quella stagione, era riuscita a chiudere un contratto motoristico con i giapponesi della Honda.

In McLaren Ayrton Senna trovò come compagno di squadra "Il professore" Prost, con il quale iniziò ben presto una rivalità destinata a segnare, per sempre, la Formula 1. In quella stagione McLaren-Honda MP4/4 si aggiudicò 15 dei 16 gran premi in programma. Senna chiuse con 8 vittorie e 13 poles aggiudicandosi il titolo mondiale con due gare d’anticipo.

L’anno dopo, il 1989, la scuderia cominciò a evidenziare alcuni punti deboli dal punto di vista dell’affidabilità. Senna fu così costretto ad arrendersi al compagno rivale Prost. L’epilogo del mondiale fu, però, alquanto controverso: sul circuito di Suzuka, in Giappone, nella penultima gara, i due rivali si fronteggiarono a viso aperto. A pochi giri dalla fine Senna tentò un sorpasso su Prost, chiudendolo, e lo urtò. Prost finì la propria corsa. Ayrton Senna riuscì a ripartire e riuscì a vincere il Gran Premio. Fu però squalificato per salto di chicane dopo l’incidente avuto con Prost, che così vinse il campinato del mondo.

L’anno dopo la stessa trama a parti invertite vide vincere il brasiliano. Che mesi dopo, parlando di quest’episodio commenterà: «A volte le gare finiscono a sei giri dal termine, a volte alla prima curva». Senna era così campione del mondo per la seconda volta.

Il calo di competitività della Ferrari nel 1991 interruppe la saga Senna-Prost, favorendo le vittorie del pilota paulista, che si aggiudicò il terzo titolo mondiale, dovendo però far fronte ad un grintoso Nigel Mansell, battuto solo alla penultima gara ancora in Giappone. Fu l’ultimo titolo per Senna, che nel 1992 si trovò alle prese col calo di competitività della McLaren (e con una Williams eccezionale) che, quindi, dovette sopportare una stagione in tono minore.

Anche nel 1993, con una McLaren motorizzata Ford (la Honda abbandonò le competizioni alla fine del ’92), e contro una fenomenale Williams, la cui prima guida era ora diventato il rivale di sempre, l’ormai 38enne Alain Prost, non prometteva meglio, ma nonostante l’evidente inferiorità di mezzo Senna diede vita ad alcune delle più spettacolari imprese mai viste in Formula 1, culminate a Donington Park, nel Gran Premio d’Europa, in quella che viene definita la vittoria più bella del campione brasiliano.
Sotto l’acqua (suo elemento naturale) Senna diede spettacolo effettuando 4 sorpassi nel solo primo giro e quasi ridicolizzando gli avversari. Alla fine s’impose con quasi un minuto e mezzo di distacco su Damon Hill ed un giro su Prost. Nel corso dell’anno, però, la differenza di qualità e potenza (troppo evidente) si fece sentire ed il francese riuscì, comunque, a fine anno, a laurearsi campione del mondo.

Nel 1994 Ayrton Senna lasciò la McLaren per trasferirsi nella Williams campione in carica, proprio al posto del ritirato Prost. Sembrava un titolo già segnato in partenza, ma il destino decise diversamente. Dopo una partenza difficile (due ritiri nelle prime due gare, vinte da un giovane Michael Schumacher su Benetton Ford, nelle quali aveva, comunque, conquistato la pole) Senna affrontò la terza gara, il Gran Premio di San Marino, cogliendo nelle prove (funestate dal grave incidente occorso a Rubens Barrichello il venerdì alla variante bassa senza gravi conseguenze, nonché dall’incidente mortale di Roland Ratzenberger alla Villeneuve il sabato) la terza pole position di fila. Al 7° giro, il secondo dopo la ripartenza dietro la safety car (entrata in seguito ad un incidente in partenza che aveva coinvolto J.J. Lehto e Pedro Lamy i rottami delle cui vetture avevano provocato il ferimento di alcuni spettatori), Ayrton Senna uscì improvvisamente di pista alla curva del Tamburello, sembra a causa del cedimento del piantone dello sterzo che era stato modificato in occasione della gara stessa a causa dell’eccessivo sottosterzo della vettura. Il piantone, che era stato quindi allungato e saldato manualmente, cedette in seguito alle sollecitazioni, eccessive per il tipo di saldatura effettuato, e le conseguenze risultarono tragiche: Senna, infatti, ormai solo passeggero impotente di una monoposto ingovernabile, riuscì a frenare (come si vede anche dalle immagini video riprese dal "camera car"), ma la via di fuga in quel punto del circuito (già teatro in passato di altri gravi incidenti con protagonisti Gerhard Berger su Ferrari, Nelson Piquet su Williams e Michele Alboreto su Footwork) offriva uno spazio ridottissimo. L’impatto fu tremendo, coinvolgendo la parte anteriore destra della monoposto.

Per effetto dell’urto, il puntone della sospensione anteriore destra perforò letteralmente il casco e il cranio del pilota, provocandogli gravissime e fatali lesioni. Va considerato, però, che anche in assenza del famigerato puntone, per il brasiliano in ogni caso non ci sarebbe stato nulla da fare, dal momento che il semplice impatto gli aveva già causato la frattura della base cranica e dell’osso frontale. Senna, che aveva già perso conoscenza, immediatamente soccorso e portato via da lì con un eliambulanza dopo che gli era stata praticata sul posto una tracheotomia, spirò all’Ospedale Maggiore di Bologna dove era stato trasportato, alle ore 18:39. La sua morte gettò nel lutto il mondo della Formula 1, ma soprattutto un popolo intero, quello del Brasile, che di Ayrton aveva eletto un idolo e un simbolo nazionale incontrastato. Vennero addirittura proclamati tre giorni di lutto nazionale.

La morte di Senna fu accompagnata da forti polemiche: secondo la legge italiana infatti, il teatro di un evento sportivo nel quale si verifica la morte di un atleta, dev’essere immediatamente abbandonato da ogni tipo di manifestazione agonistica. La morte di Roland Ratzenberger, il giorno prima di quella di Senna, sempre a Imola, avrebbe dovuto dunque far saltare il regolare svolgimento del G.P. stesso.

Per aggirare tale eventualità, che avrebbe sicuramente danneggiato economicamente molti interessi, si certificò che la morte di Ratzenberger non era avvenuta sul circuito, ma in ospedale: mentre sulla definizione di morte si puo’ sicuramente discutere, e quindi si possa effettivamente ritenere che Ratzenberger sia morto in ospedale, è invece lapalissiano come la morte dello sfortunato pilota austriaco sia stata conseguenza unicamente dell’incidente di Imola.

Ayrton Senna ha disputato 161 GP, cogliendo 41 vittorie, 65 pole position, 19 giri più veloci in gara e 610 punti iridati validi (su 614 totali). È partito per 87 volte in prima fila ed ha ottenuto 96 piazzamenti a punti, 80 dei quali sul podio.

Leggi cosa il mondo della F1 ha detto di Ayrton Senna

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